Capita spesso di confondere umidificatore e deumidificatore, magari pensando che facciano più o meno la stessa cosa con qualche piccola variazione. In realtà si tratta di due apparecchi che lavorano in direzioni completamente opposte, e scegliere quello sbagliato non solo non risolve il problema, ma può addirittura peggiorarlo.
Capire la differenza tra i due, e soprattutto capire di cosa ha bisogno la propria casa, è il primo passo per respirare un’aria più sana tutto l’anno. Fortunatamente siamo qui proprio per aiutarti: scopriamo subito la differenza tra questi due dispositivi e come scegliere il migliore per la propria casa.
In realtà, la differenza tra le due categorie di prodotto è piuttosto intuitiva ed è già intuibile dal loro nome. Il deumidificatore è pensato per ridurre l’umidità in eccesso presente nell’aria. Il funzionamento, nei modelli più comuni, è abbastanza semplice da spiegare: l’apparecchio aspira l’aria dell’ambiente, ne estrae il vapore acqueo facendolo condensare in un serbatoio interno e restituisce nella stanza aria più asciutta. Le tecnologie disponibili sono principalmente tre, ma quella a compressione, che utilizza un gas refrigerante per raffreddare l’aria e far condensare l’umidità, è di gran lunga la più diffusa sul mercato.
Quando serve davvero un deumidificatore? Il segnale più chiaro è quello visivo: finestre che si appannano al mattino, odore persistente di muffa, macchie scure che compaiono sulle pareti o nei punti meno ventilati della casa. Anche il bucato che non asciuga mai del tutto, soprattutto se steso in casa durante i mesi freddi, è un indizio da non sottovalutare. Scantinati, lavanderie senza finestre e bagni ciechi sono gli ambienti che più spesso necessitano di questo intervento. Va detto che il deumidificatore non serve solo a proteggere pareti e mobili. Un’aria troppo umida favorisce la proliferazione di acari della polvere, batteri e muffe, con conseguenze dirette su chi soffre di allergie o problemi respiratori. C’è anche un risvolto economico interessante: l’aria umida è più difficile da riscaldare rispetto a quella secca, quindi una casa con umidità sotto controllo permette spesso di tenere il termostato un po’ più basso senza perdere in comfort percepito. Non male, no?
Se ti sei ritrovato in una delle situazioni che abbiamo appena descritto, valutare l’acquisto di un ottimo deumidificatore è quindi una scelta decisamente intelligente. Magari il Tasciugo AriaDry (il nome è tutto un programma) della De’Longhi: tripla filtrazione e fino a 10L di acqua in eccesso estratti in 24 ore. Fa il suo e lo fa davvero bene. A seconda di dove lo posizionerete, vi consigliamo comunque di scegliere un deumidificatore moderno e silenzioso, in modo da assicurarvi che sia una risorsa preziosa e non una fonte di disturbo.
L’umidificatore svolge esattamente il compito opposto: aggiunge umidità in un ambiente troppo secco, immettendo nell’aria la quantità di vapore acqueo necessaria a riportare l’equilibrio. In questo caso le tecnologie principali sono tre. Gli umidificatori a vapore caldo portano l’acqua a ebollizione tramite una resistenza elettrica, producendo un vapore privo di germi ma con consumi più elevati e qualche attenzione in più da tenere a mente vicino a bambini e animali domestici. Gli umidificatori a ultrasuoni, oggi i più diffusi, sfruttano vibrazioni ad altissima frequenza per nebulizzare l’acqua a freddo: sono silenziosi, economici nei consumi e possono essere usati anche d’estate. Esistono infine i modelli a evaporazione, che spingono l’aria attraverso un filtro imbevuto d’acqua: il vapore prodotto è privo di residui visibili, ma il filtro richiede una pulizia regolare per non diventare un ricettacolo di impurità.
I segnali che indicano la necessità di un umidificatore sono altrettanto riconoscibili: gola secca al risveglio, tosse notturna, pelle che tira e occhi irritati, soprattutto nei mesi invernali quando il riscaldamento acceso abbassa drasticamente il livello di umidità interna. Le camerette dei bambini sono uno degli ambienti in cui questo apparecchio viene utilizzato più spesso, proprio per alleviare i fastidi respiratori legati all’aria troppo secca. Anche in questo caso, vi proponiamo due ottimi modelli su cui puntare per andare a colpo sicuro. Xiaomi, con il Smart Humidifier 2, propone una soluzione straordinariamente economica e funzionale, perfetta per la maggior parte delle stanze. Rowenta con il suo Aqua Boost, offre invece una soluzione un po’ più avanzata e adatta a spazi più ampi, come un soggiorno, al prezzo però di un ingombro leggermente più grande.
Il tasso di umidità ideale in un’abitazione si colloca tra il 40 e il 60%. Sopra questa soglia aumentano i rischi legati a muffa e condensa, sotto si va incontro a secchezza delle vie respiratorie e fastidi cutanei. Un semplice igrometro da tavolo, economico e facile da trovare, permette di monitorare l’andamento nel tempo e capire quale dei due apparecchi sia realmente necessario, evitando acquisti fatti a istinto.
Va anche considerato che il bisogno può cambiare con le stagioni e persino tra una stanza e l’altra della stessa casa. Un bagno senza finestra avrà quasi sempre necessità di un deumidificatore, mentre una camera da letto molto riscaldata in inverno potrebbe beneficiare di un umidificatore per qualche settimana. Usare l’apparecchio sbagliato non è solo inutile: un umidificatore acceso in una stanza già satura di vapore può favorire la formazione di condensa e muffa, mentre un deumidificatore in un ambiente già secco rischia di accentuare il disagio.
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